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Cosa succede se ti puntano il laser negli occhi?

Cosa succede se ti puntano il laser negli occhi?

Rischi del puntatore laser

Quello che spesso non sanno è che, senza determinati controlli, la luce laser concentrata dei puntatori laser e persino dei giocattoli può causare gravi lesioni agli occhi o addirittura la cecità.

Oltre ai puntatori laser e ai giocattoli, ci sono una moltitudine di applicazioni domestiche e d’ufficio che ne fanno uso e che dobbiamo maneggiare con certe precauzioni, come i lettori di codici a barre, gli scanner e le stampanti laser.

Oggi mi concentrerò sui puntatori laser e sui giocattoli laser, che sono quelli che causano il maggior numero di “incidenti”, ma alla fine della voce vedrete una tabella con la classificazione dei diversi tipi di laser in base alla loro pericolosità.

Sebbene tutti i dispositivi laser presentino dei pericoli, il rischio maggiore è rappresentato dal fatto che vengono acquistati per lo più su Internet e che l’importazione senza controlli adeguati rende difficile il controllo delle potenze reali e consente di ottenere con estrema facilità laser con potenze molto più elevate.

Il pericolo maggiore dei laser per la salute della vista è rappresentato dalle alterazioni che possono produrre nella retina centrale, causando bruciature nella macula e generando un offuscamento temporaneo o addirittura irreversibile della vista.

Come i laser influenzano gli occhi

La lunghezza d’onda non è priva di perdite. È la lunghezza d’onda della luce emessa dal laser, cioè il suo colore. Esistono laser di colore rosso (630 nm), verde (532 nm), viola (405 nm) e persino infrarosso, che non è visibile all’occhio umano (808 nm). In generale, ogni laser funziona con un determinato colore (è monocromatico) che dipende dal composto chimico al suo interno che produce il raggio.

La nota tecnica sulla prevenzione 261 afferma: “la capacità di un laser di produrre un pericolo sarà determinata principalmente dai primi tre fattori: lunghezza d’onda, durata o tempo di esposizione e potenza o energia del raggio”.

Ne esistono di diversi tipi, ma per darvi un’idea, ci sono ad esempio quelli da 10 mW, 30 mW, 40 mW, 80 mW e addirittura 350 mW. Potete immaginare cosa possono fare questi tipi di laser alla nostra vista, vero?

Deve esserci uno studio interessante sui laser da discoteca. È citato in diversi luoghi come la BBC e i consumatori. Possiamo estrarne alcune parti, anche se è più interessante entrare e leggere queste pagine. Ad esempio, sulla pagina della BBC si può leggere….

Laser negli occhi

Gli occhi sono particolarmente vulnerabili a diversi agenti, come la luce. In questo articolo vedremo come funziona l’occhio e come reagisce ai diversi livelli di luce, oltre ai pericoli della sovraesposizione alla luce e ai possibili trattamenti.

Quando si guarda un oggetto, la prima parte dell’occhio a entrare in azione è la cornea. La cornea è la parte anteriore trasparente dell’occhio e funge da finestra protettiva tra il resto dell’occhio e il mondo esterno.

Quando i raggi luminosi raggiungono la cornea, il suo potere di rifrazione li manipola e li piega in modo che passino attraverso la pupilla (una cavità situata al centro dell’iride), permettendo ai raggi di entrare nell’occhio.

Il cristallino è in grado di modificare la lunghezza focale dell’occhio, consentendogli di mettere a fuoco oggetti a distanze diverse. Lo fa cambiando la sua forma, diminuendo o allargando la sua larghezza. È allora che i raggi passano attraverso il vitreo, una sostanza densa, trasparente e gelatinosa. Questa sostanza costituisce la maggior parte del bulbo oculare e permette all’occhio di mantenere la sua forma sferica. Infine, dopo aver attraversato il vitreo, i raggi luminosi raggiungono la retina.

A cosa serve un puntatore laser?

Si tratta di una valutazione del fondo dell’occhio quando non può essere osservato in altro modo. A tal fine, l’occhio viene intorpidito con gocce anestetiche. Vengono utilizzate onde sonore ad alta frequenza che attraversano l’occhio e gli “echi” di queste onde formano un’immagine della struttura oculare.

È una tecnica di diagnostica per immagini semplice e non invasiva che consente di esaminare in dettaglio la retina, in particolare la macula, e il nervo ottico. Grazie a questa tecnica, l’oftalmologo può ottenere un maggiore controllo e monitoraggio delle malattie retiniche.

Nel caso in cui venga introdotto del gas, il paziente deve mantenere una posizione rigorosamente prona o laterale per giorni dopo l’intervento, per mantenere la retina attaccata mentre guarisce. Inoltre, il recupero della vista richiede alcuni giorni o settimane (si sconsiglia di viaggiare in aereo).

D’altra parte, l’olio di silicone non viene riassorbito, per cui è necessario eseguire un secondo intervento per rimuoverlo (è possibile viaggiare in aereo).  Inoltre, durante l’intervento di vitrectomia, possono essere eseguite altre procedure parallele come la chirurgia della cataratta, l’impianto di lenti intraoculari o il trapianto di cornea.

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